Osteopatia, istruzioni per l'uso.

Aggiornamento: 6 lug 2021

Al pari di altri paesi europei, l'Osteopatia e' stata recentemente riconosciuta come professione sanitaria anche in Italia. Ma quali sono le condizioni cliniche in cui puo' essere utile e quali le evidenze scientifiche a supporto?

osteopatia

Un pò di storia


L'Osteopatia nasce in America oltre 100 anni fa ed all'epoca era un sistema completo di medicina alternativo alla cosiddetta medicina tradizionale o allopatica. Dagli Stati Uniti l'Osteopatia si e' diffusa in Europa a partire dal Regno Unito agli inizi del 1900, e si è evoluta nel resto dell'Europa e nel mondo caratterizzandosi soprattutto per la medicina/terapia manuale osteopatica (OMM/OMT), che considera la persona come un'unità di corpo, mente e spirito. L'osteopatia nella sua visione tradizionale vede infatti la salute come quello stato naturale che l'organismo tende a ritrovare da solo in assenza di ostacoli (traumi, malattie etc).


Lo scopo che l'osteopata si prefigge è quindi quello di aiutare l'organismo a superare questi ostacoli o migliorare lo stato di salute attraverso il suo operato. Secondo questo modello, l'Osteopatia cerca quindi di ottimizzare le risorse dell'organismo, piuttosto che concentrarsi sui sintomi e manifestazioni locali. L'intervento osteopatico potrebbe di conseguenza risultare come un'esperienza differente e più globale rispetto ad altre specialità affini, come ad esempio la Fisioterapia.


L'autore al centro della foto davanti alla "British School of Osteopathy", la prima scuola di Osteopatia europea, fondata a Londra nel 1917 (oggi chiamata University College of Osteopathy). Nel Regno Unito la formazione in Osteopatia è universitaria.


Similitudini e differenze con altre professioni sanitarie


A differenza dell'Osteopatia, la Fisioterapia è infatti diventata negli anni molto efficace nell'interpretare e trattare soprattutto le manifestazioni ed i sintomi locali di una determinata condizione clinica, integrando in modo eccellente le evidenze scientifiche ed un trattamento con una serie di modalità differenti (terapie fisiche-strumentali, esercizio terapeutico etc..).


L'osteopata tende invece ad utilizzare maggiormente (ma non unicamente) la palpazione e la terapia manuale per valutare lo stato di salute dei tessuti sia locale che globale, allo scopo di comprendere se la manifestazione locale possa essere semplicemente un compenso o un adattamento non ottimale.


Infatti, il corpo spesso tenta di mantenere un suo equilibrio attraverso numerosi adattamenti prima di sviluppare una sintomatologia, ed in un certo senso lo scopo dell'osteopata sarebbe quello di ripercorrere questa catena di eventi a ritroso, per aiutare l'organismo a trovare un ottimale adattamento fisiologico ed il migliore stato di salute possibile.


In un certo senso l'Osteopatia si concentra quindi concettualmente sulla fisiologia e sull'ottimizzazione delle risorse disponibili nell'organismo, mentre altre discipline affini come la Fisioterapia si concentrano in modo prevalente sulla patologia e sui relativi sintomi. Da questo punto di vista Fisioterapia e Osteopatia potrebbero essere quindi considerate come complementari e sinergiche.


Ovviamente questa è una divisione artificiale per enfatizzarne le differenze, mentre all'atto pratico un bravo medico, fisioterapista o osteopata sanno sempre farsi carico della persona e della sua condizione in tutti i suoi aspetti, al netto dell'appartenenza professionale o della metodica utilizzata.


L'autore dell'articolo in una tecnica manipolativa osteopatica sull'articolazione sacroiliaca.


In quali casi l'Osteopatia può essere utile


L'Osteopatia all'estero viene ad oggi ampiamente utilizzata per numerose condizioni muscoloscheletriche, ortopediche e post-traumatiche, ma anche per condizioni dell'apparato digerente, urogenitale oltre che in campo pediatrico. In tutti questi casi, l'Osteopatia potrebbe infatti fornire un aiuto o supporto ad altri trattamenti o terapie.


Tuttavia, al di là di alcune condizioni muscoloscheletriche, le evidenze scientifiche del trattamento osteopatico attualmente non sono molto consistenti. La percezione dei pazienti è però spesso positiva specie laddove altri trattamenti ed approcci non hanno dato i risultati sperati.


Per quanto riguarda le evidenze scientifiche a favore del l'approccio osteopatico, in Italia la formazione in osteopatia non è ancora universitaria, di conseguenza non vi e' un controllo ministeriale e tecnico-scientifico sull'Osteopatia e sugli enti di formazione. Questo ha fatto si che purtroppo l'Osteopatia venga a volte proposta o pubblicizzata come efficace su condizioni cliniche per le quali ad oggi non vi sono in effetti sufficienti evidenze a supporto.


Di conseguenza, per una percezione più oggettiva delle condizioni per le quali l'approccio osteopatico può essere utile, è possibile considerare le linee guida di paesi come il Regno Unito, dove l'Osteopatia è presente da oltre 100 anni ed è professione sanitaria riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale (NHS).


A questo proposito, le linee guida britanniche medico-scientifiche NICE e di comunicazione con il pubblico ASA (The Advertising Standards Authority), determinano che ad oggi vi sono evidenze sufficienti a favore dell'approccio osteopatico per le seguenti condizioni:


- Dolore artrosico e reumatico - Disturbi circolatori - Crampi - Disturbi digestivi - Fibromialgia - Spalla congelata ed epicondilite se associati a disturbi del rachide - Mal di testa derivante dal collo (cervicogenico) - Dolori articolari, tra cui dolore all'anca ed al ginocchio da artrosi, se associato ad altri trattamenti raccomandati ed all'esercizio - Mal di schiena e dolore cervicale, acuto e cronico non derivante da lesioni o incidenti - Prevenzione dell'emicrania - Infortuni sportivi minori - Spasmi muscolari - Tensione e incapacità di rilassarsi - Sciatica

- Nevralgia


Questo non significa che non possa essere utile anche in altri casi, bensi' che ad oggi non vi sono sufficienti evidenze scientifiche tali da poter raccomandare il trattamento osteopatico su altre condizioni cliniche.

Inoltre, secondo l'attuale iter di regolamentazione, in Italia l'Osteopatia dovrebbe rientrare all'interno dell'area della prevenzione. Di conseguenza, per quanto riguarda il trattamento di condizioni cliniche come quelle sovramenzionate (escluso prevenzione), questo rimane di competenza del medico e del fisioterapista iscritti al relativo ordine professionale, ed in possesso di eventuale ulteriore titolo in Osteopatia.


Conclusioni

L'Osteopatia e' stata da poco riconosciuta anche in Italia come professione sanitaria nell'area della prevenzione. Ad oggi vi sono tuttavia moderate evidenze a favore del trattamento osteopatico anche su alcune condizioni cliniche oltre che a scopo preventivo e per l'ottimizzazione dello stato di salute.


Secondo la normativa italiana, il trattamento di condizione clinica come quelle presenti nella lista sovracitata, incluso attraverso terapia manuale osteopatica, e' di competenza del fisioterapista o del medico, mentre in caso di prevenzione e mantenimento della salute e' possibile rivolgersi anche ad osteopati senza tali titoli pregressi.


Inoltre, sia in caso di trattamento a fini preventivi che terapeutici, e' sempre importante contestualizzare l'intervento osteopatico in accordo con le evidenze scientifiche e linee guida attualmente esistenti dopo un appropriata diagnosi e/o valutazione per identificare indicazioni e controindicazioni.


Buona Osteopatia a tutti!


Articolo di Stefano Braico, Fisioterapista, Osteopata e Running Specialist con Laurea Magistrale ed esperienza professionale ed accademica in Italia, Spagna e Regno Unito. Quando non impegnato professionalmente nella propria clinica, ama l'attività fisica incluso il running, trail running e skyrace, viaggi e lettura.


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